La formazione neozelandese ha spazzato via degli stanchi Sharks per 37 a 6 in una finale sempre nelle mani dei padroni di casa, conquistando così il primo titolo di campione del Super Rugby della propria storia.
Gli ospiti, fiaccati da due settimane di viaggi intercontinentali e fuso orario annesso, sono rimasti in partita per soli 20 minuti prima di cedere le armi ai più freschi neozelandesi guidati da un duo straripante, di energie e classe, come Cruden e Sonny Bill Williams.
La partita non è quindi stata emozionante come le due semifinali che abbiamo visto settimana scorsa, dove i punteggi sono stati più risicati e la competizione molto più decisa. Le 4 mete a zero che i padroni di casa hanno rifilato agli ospiti sono il segno della totale superiorità dimostrata in partita.
La fatica ha minato anche la solidità tattia degli Sharks che si sono visti sbriciolare la loro sempre ottima difesa in pochissimo tempo e anche il temuto pack di Durban, che ha fatto dell’aggressività fisica, la chiave delle vittorie contro i Reds e gli Stormers si è dovuto sottomettere alla maggiore freschezza ed esuberanza fisica dei neozelandesi.
Gli scambi iniziali tuttavia sembravano promettere molto bene per gli ospiti che sono stati i primi a segnare con un piazzato di Michalak in seguito a due ottime giocate di Pietersen e Kankowsky. Ma a questo punto la partita viene presa in mano dai padroni di casa che non la lasceranno più.
Dopo un prolungato periodo di possesso offensivo i Chiefs riescono finalmente a rompere la difesa Sharks con un break di Sonny Bill che serve poi la velocità dell’ala Nanai-Williams per la prima meta del match nell’angolino. Cruden dimostra tutta la precisione dei suoi calci nel centrare i pali dalla posizione defilata, portando il punteggio sul 7 a 3.
In seguito la fatica e la frustrazione cominciano ad avere effetti devastanti sulla disciplina Sharks che regalano calci di punizione al piede letale di Cruden. Il numero 10 non sbaglia aggiungendo 6 punti prima dell’intervallo.
Nella ripresa la musica non cambia e la superiorità dei “Capi” si fa sempre più evidente con la marcatura della seconda meta grazie al potente numero 8 Kane Thompson. Questa meta è l’eblema della difficoltà Sharks poichè arriva da una mischia completamente dominata dal pack di casa, che apre la via al proprio numero 8 per marcare una facile meta.
A 20 minuti dalla fine la partita viene definitivamente chiusa con la meta dell’ala di “riserva” Lelia Masaga che intercetta un passaggio azzardato di Keegan Daniel per farsi 50 metri di corsa fin sotto i pali e concedendosi il lusso di mandare a vuoto con una finta elettrica l’ultimo difensore Sharks Patrick Lambie.
Negli ultimi minuti cè anche il tempo per la meta dell’uomo dell’anno, per il rugby di Waikato ma anche per l’intero rugby neozelandese, Sonny Bill Williams. Non poteva esserci modo migliore per celebrare la sua ultima partita in maglia Chiefs, maglia che ha amato fin dal primo giorno e che ha dichiarato essere entrata nel suo cuore più di qualunque altra. E per festeggiare come si deve si è concesso un tuffo tra la sua gente, i tifosi di Casa in delirio.
Cruden mette la ciliegina sulla torta con la sua quarta trasformazione sigillando il punteggio e la splendida vittoria con il punteggio di 37 a 6.
Una vittoria più che meritata per i Chiefs per quanto hanno dimostrato lungo tutta la stagione regolare e in questi playoffs, ma che lascia anche l’amaro in bocca per la mancata impresa degli Sharks arrivati in finale dopo due vere e proprie scalate dell’Everest chiamate Reds e Stormers.
I marcatori:
Chiefs:
Mete: Nanai-Williams, Thompson, Masaga, Williams / Trasf: Cruden 4 / Puniz: Cruden 3
Sharks:
Puniz: Michalak 2
Chiefs: 15 Robbie Robinson, 14 Tim Nanai-Williams, 13 Andrew Horrell, 12 Sonny Bill Williams, 11 Asaeli Tikoirotuma, 10 Aaron Cruden, 9 Tawera Kerr-Barlow, 8 Kane Thompson, 7 Tanerau Latimer, 6 Liam Messam, 5 Brodie Retallick, 4 Craig Clarke (c), 3 Ben Tameifuna, 2 Mahonri Schwalger, 1 Sona Taumalolo.
Sostituti: 16 Hika Elliot, 17 Ben Afeaki, 18 Michael Fitzgerald, 19 Sam Cane, 20 Brendon Leonard, 21 Jackson Willison, 22 Lelia Masaga.
Sharks: 15 Pat Lambie, 14 Louis Ludik, 13 JP Pietersen, 12 Paul Jordaan, 11 Lwazi Mvovo, 10 Frederic Michalak, 9 Charl McLeod, 8 Ryan Kankowski, 7 Marcell Coetzee, 6 Keegan Daniel (c), 5 Anton Bresler, 4 Willem Alberts, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira.
Sostituti: 16 Craig Burden, 17 Wiehahn Herbst, 18 Steven Sykes, 19 Jean Deysel, 20 Jacques Botes, 21 Meyer Bosman, 22 Riaan Viljoen.
Anngelo Spada




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